Dopo la guerra russo-georgiana. Il Caucaso in una prospettiva europea
14/2/2009Volume a cura di Aldo Ferrari, pubblicato dall’ISPI e disponibile in PDF, con due miei saggi:
Armenia, Azerbaigian, Georgia: elezioni, tendenze politiche e scenari nel contesto caucasico, pp. 84-117
e
L’Unione Europea di fronte alla crisi georgiana, pp. 143-151.

Il Caucaso in una prospettiva europea si inserisce nell’ambito di una ricerca nata dalla collaborazione tra il Ministero degli Affari Esteri e l’Ispi che in un recente passato ha già prodotto una serie di studi dedicati a diverse tematiche – politiche, economiche, socio-culturali – concernenti il Caucaso e l’Asia centrale1. Tale anali-si costituisce inoltre uno strumento di preparazione della Conferenza Internazionale “Ue e Caucaso: stabilità, sicurezza, progresso” organizzata dal Ministero degli Af-fari Esteri e inizialmente prevista per il 13 novembre.
Il tema di questa ricerca è divenuto di particolare interesse dopo lo scoppio, in agosto, del conflitto russo-georgiano: l’artefice di una crisi internazionale tanto grave, da minacciare non solo la stabilità della regione caucasica, ma anche i rap-porti tra la Russia e l’Occidente. La cosiddetta guerra d’Ossetia è infatti esplosa improvvisamente, ma non inaspettata, è stata originata da uno dei tre principali conflitti del Caucaso meridionale rimasti irrisolti sin dagli anni Novanta, nonché da dinamiche politiche e strategiche più recenti, che i diversi studi di questa ricerca si propongono di analizzare.
Dalla dissoluzione dell’Urss nel 1991 il Caucaso appare ancora oggi senza dubbio una della aree più conflittuali dello scenario internazionale. L’intera regione ha in effetti sofferto non solo a causa delle più vaste dinamiche post-sovietiche di transizione politica, sociale ed economica, ma anche per una situazione locale quanto mai particolare e problematica. L’intersezione dei conflitti interni, di carattere prevalentemente etno-territoriali, con lo scontro di contrastanti interessi ester-ni, sia politici che economici, ha fortemente pregiudicato lo sviluppo di questa re-gione. Tanto il Caucaso settentrionale, ancora inserito nella Federazione russa, quanto le tre repubbliche indipendenti del Caucaso meridionale (Georgia, Armenia e Azerbaigian) hanno risentito in maniera negativa di questa situazione. Mentre il Caucaso settentrionale ha conosciuto la tragedia cecena, che ha avuto pesanti ricadute socio-economiche sulle altre regioni caucasiche della Federazione russa, quello meridionale è stato destabilizzato non tanto dai già ricordati conflitti etno-territoriali, quanto dall’incapacità di giungere a una loro soluzione; al tempo stesso, le dinamiche politiche, sociali ed economiche di questi paesi sono state quanto mai negative nei primi anni successivi all’indipendenza.
