Guerra Economica
12/12/2008Che cos’è davvero la “guerra economica”? Nell’accezione odierna essa è l’insieme dei conflitti sul piano dell’informazione nell’ambito della competizione strategica fra sistemi-paese, grandi imprese e collettività territoriali. La guerra economica è quindi un nuovo paradigma della conflittualità “strategico-economica” sullo scacchiere internazionale della nostra epoca. E’ un concetto complesso, che implica la convergenza della infowar, delle strategie d’impresa e delle “strategie d’influenza” messe a punto dagli stati.
Gli studi di Christian Harbulot in Francia hanno un valore pionieristico nel campo. Harbulot ha messo in relazione le matrici culturali, le tradizioni strategiche e la competizione economica dell’era globale, aprendo un campo di studio ricco, in cui gli studi strategici possono essere applicati alla sfera “integrata” dell’informazione e della competizione strategica fra imprese.

Alcuni concetti-chiave:
- Stato stratega: lo stato deve trasformarsi, diventare “stratega e partner” delle aziende che operano nei settori di punta. Nonostante la globalizzazione e la parziale “transnazionalità” dei capitali, il rapporto fra aziende, stati nazionali e matrici culturali è infatti ancora fondamentale;
- Strategia di influenza: il dispositivo diplomatico-culturale ed economico che accompagna l’espansione della potenza di un sistema-paese. Ogni grande potenza ha strategie d’influenza specifiche, che derivano dalle risorse a disposizione, dalla posizione geopolitica, dalla cultura politica. Gazprom, per esempio, è un perno della strategia d’influenza russa, ma altre potenze puntano su strumenti diversi: dalla lingua all’eccellenza nell’educazione, dalle nanotecnologie alla cultura religiosa, ecc.
- Intelligence economica: non è “spionaggio”, ma è invece l’uso delle fonti aperte e dei mezzi legali per condurre il conflitto informativo/economico sia da parte dello stato e delle comunità territoriali, sia da parte dei privati. Il dispositivo di “guerra economica” è composto sia da mezzi difensivi, sia da mezzi offensivi. Inoltre, l’IE è fondamentale per l’individuazione preventiva di rischi e opportunità derivanti da possibili destabilizzazioni di settori-chiave.
Certamente, in Europa, è la Francia ad aver elaborato più in profondità la materia. Rendendo conto del decennale della fondazione della “Ecole de Guerre Economique”, Diego Bolchini di “Pagine di Difesa” rilevava nel 2007:
L’obiettivo primario della costituzione dell’Ege era preparare le imprese francesi a un ambiente economico mondializzato. Il modello pedagogico della scuola - come indicato dal suo sito - “si basa sull’analisi comparata dei sistemi nazionali e trans-nazionali, sul trasferimento di metodologia tra il mondo militare e il mondo civile e sull’importanza del management offensivo dell’informazione nello sviluppo delle attività economiche”. Non a caso la “culture du combat” viene definita come caratteristica dell’Ege.
Harbulot sottolinea le differenze fondamentali tra il pensiero asiatico che valorizza il combattimento e la sua cultura e l’approccio occidentale che tende a ridurre tale tematica alla sola sfera militare. In questa interpretazione, in Estremo Oriente la strategia è indissociabile dal combattimento ed è insita nell’organizzazione della società. In Occidente la strategia tenderebbe invece a essere limitata alle questioni della difesa.
Le questioni di guerra economica - ancora poco diffuse in Italia, almeno con questa terminologia frontale - sembrano riscuotere una certa attenzione oltralpe.
[…]
Attraverso l’analisi dei siti web infoguerre.com e knowckers.org (contrazione di knowledge e hackers) è possibile farsi un’idea di alcune tematiche affrontate nell’intelligence economica e di una certa ‘guerra dell’informazione’ francese applicata alla sfera economica. In un appello lanciato dal sito infoguerre si legge ad esempio: “Il lancio dell’aereo di linea A380 (la prima consegna è stata effettuata il 15 ottobre 2007 alla compagnia aerea Singapore Airlines, ndr) costituisce un momento decisivo nella competizione aeronautica civile tra Europa e Stati Uniti e più specificamente tra Boeing e Airbus.
Questo settore strategico dell’economia mondiale ha già conosciuto in passato degli atti di concorrenza sleale attraverso manovre indirette: sabotaggio del commercio del Concorde da parte delle autorità giudiziarie americane; destabilizzazione di Airbus attraverso informazioni varie pubblicate su Internet su siti anglofoni. Lo staff di Infoguerre ha deciso di lanciare un’iniziativa permanente contro la concorrenza sleale. L’informazione è oggi un’arma terribilmente efficace per destabilizzare un concorrente. E’ diventato urgente premunirsi contro questo tipo di manipolazione. Un primo mezzo elementare per conseguire questo obiettivo è di sapere cosa accade. Quando un’azienda attacca un’altra, lascia delle tracce. Sono esattamente queste tracce a cui noi vogliamo risalire. Per evitare di agire quando ormai è già troppo tardi, occorre che si sia capaci di decifrare fin dall’inizio l’attacco”.
