Russia: crisi di liquidità

3/10/2008

Analisi di Marco Minoretti per il Desk Europa di Equilibri.net:

La crisi finanziaria è arrivata anche in Russia. La perdita di fiducia da parte degli investitori stava maturando da tempo: il caso Yukos e il caso Mekel sono solo il primo e l’ultimo di una serie. Ora si aggiungono gli effetti della crisi di liquidità che rende più difficile per le banche russe reperire fondi sul mercato dei capitali. Inoltre, la volatilità dei prezzi degli idrocarburi potrebbe assestare un duro colpo ai fondamentali macroeconomici del paese. La Russia è tuttavia equipaggiata a resistere a queste difficoltà grazie agli accantonamenti di riserve in valuta forte, ma il settore delle costruzioni e le banche di dimensione piccola e media potrebbero trovarsi in seria difficoltà.

Mosca

[…]

Torna ad avere rilevanza il rischio geopolitico che accresce l’incertezza. Tale rischio è caratterizzato da quegli elementi conflittuali di tipo inter-statale o intra-statale determinati dal rapporto fra geografia e Potere. L’aumento dell’instabilità politica e la distorsione degli equilibri geopolitici esistenti possono avere un notevole impatto sull’attività degli investitori. Se a ciò si aggiungono le difficoltà economico-finanziarie del paese, il rischio in Russia aumenta ancora di più e la previsione del futuro diventa ancora più incerta.

Ci sono due elementi di maggiore vulnerabilità per il futuro. Innanzitutto le banche di media e piccola dimensione sono quelle meno attrezzate a sopravvivere in tempi di crisi. Oltre ad avere fondamentali di bilancio più fragili, per loro è ancora più difficoltoso riuscire a finanziarsi sul mercato dei capitali internazionali e non beneficiano del supporto diretto dello stato. Nel momento in cui il mercato del prestito interbancario si blocca o diventa troppo oneroso, queste banche rischiano di diventare insolventi. A ciò si aggiunge il previsto aumento dei prestiti non esigibili alle imprese. Molte banche hanno già interrotto i prestiti al settore delle costruzioni – che si trova in una fase critica anche per il rallentamento della domanda di abitazioni. Tuttavia, le banche con un’ampia esposizione settore real estate sono molte e nei prossimi 6-12 mesi si troveranno in grave difficoltà.

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