Ucraina: si entra nell’era post-arancione?
22/9/2008Europa, Stati Uniti e Russia sono osservatori interessati della politica interna ucraina. L’impatto della guerra russo-georgiana si è fatto sentire, allorché i leader politici ucraini hanno dovuto prendere posizione. La fine della coalizione fra i due ex leader della “Rivoluzione arancione”, Yushchenko e Tymoshenko, inquieta l’asse euro-atlantico. Mosca, che mai si è arresa all’idea di un tramonto della propria influenza politica a Kiev, potrebbe approfittarne, sconvolgendo i piani di “occidentalizzazione” dell’Ucraina di NATO, Stati Uniti, Polonia e parte dell’UE.
Analisi di Alessandro Savaris per il Desk Europa di Equilibri.net.

Vedi anche l’analisi Weekly di Equilibri.net a cura di Felice Di Leo:
La rottura consumatasi la scorsa settimana tra il partito del presidente Yuschenko, nostra Ucraina, e quello guidato dalla “pasionaria” della “Rivoluzione arancione” Yulia Tymoschenko, pone serie ipoteche sul futuro politico delle forze filo-occidetali in Ucraina. L’attuale crisi di governo, se entro trenta giorni non si troverà l’accordo per la formazione di una nuova coalizione si dovrà andare alle urne, rischia infatti di rinforzare le forze filo-russe ed in particolare il Partito delle Regioni guidato dall’ex primo ministro Yanukovich tra i possibili membri del futuro governo. Il rapporto tra i due, oramai ex – alleati, Tymoschenko e Yuschenko è andato infatti sempre più deteriorandosi negli ultimi mesi anche a fronte di un riavvicinamento della Tymoschenko a posizione maggiormente filo-russe. Per Mosca il Primo ministro ha riacquistato il ruolo di interlocutore credibile ed è considerata, a differenza di Yuschenko, un possibile alleato. Mentre il presidente ucraino ha fortemente stigmatizzato il ruolo della Russia nella crisi georgiana il primo ministro ha usato toni più concilianti, e nelle ultime settimane ha addirittura messo in dubbio la veridicità di uno degli episodi mediaticamente più significativi della “Rivoluzione arancione”, il presunto avvelenamento di Yuschenko da parte di emissari russi.
Viste le premesse non è, quindi, da escludere che invece di ricorrere alle elezioni anticipate il partito della Tymoschenko si allei con quello di Yanukovich. È stata, infatti, la stessa Primo ministro a sottolineare più volte che vista l’attuale crisi finanziaria mondiale uno stallo politico nel Paese arrecherebbe danni enormi all’economia. Un’altra ragione che potrebbe ulteriormente far propendere verso la formazione di una nuova coalizione è dato dalle elezioni presidenziali dell’anno prossimo. Votare in contemporanea per il parlamento e per la presidenza consentirebbe da un lato di evitare i contrasti tra l’esecutivo e il presidente, che hanno caratterizzato gli ultimi anni, e dall’altro rappresenterebbero per la Tymoschenko la possibilità di proporsi come l’alternativa principale ad Yuschenko. Il presidente non gode in effetti di molta popolarità e un sondaggio ha rilevato che un’eventuale elezione parlamentare relegherebbe la sua formazione Nostra Ucraina al terzo posto, sensibilmente staccata dal Partito delle Regioni e da quello della Tymoschenko.
