Saakashvili “has taken it a step too far”
10/8/2008Sabine Freizer, analista dell’International Crisis Group, ritiene che il presidente georgiano abbia sbagliato i calcoli, cercando di precipitare lo scontro per coinvolgere la NATO - cosa molto improbabile dato che l’unico vero modo per USA e NATO di respingere l’offensiva militare russa sarebbe… un’azione militare anti-russa.
“Saakashvili has been trying to internationalize the conflicts in Georgia since he has come to office,” says Sabine Freizer, the Europe program director for the International Crisis Group, a Brussels-based think tank. “It has been very much his strategy to make this an international conflict between the traditional West and Russia, speaking in language of the Cold War and saying that this is really the last frontier. He’s been racking up those kind of expressions in the past few days, but this is really nothing new.
[…] I really think he has taken it a step too far because if we were really going to push back the Russians, you would need something like a military intervention and that is not going to happen”

Intanto gli ultimi aggiornamenti parlano di un ritiro georgiano dall’Ossezia del Sud in fase di completamento. Se questo è vero, allora Tbilisi avrebbe soddisfatto le richieste russe per un cessate-il-fuoco.
Ma nel frattempo Mosca ha inviato 10.000 soldati di cui 6.000 in Ossezia del Sud e 4.000 in Abkhazia. Inoltre, sembra che le azioni militari siano ancora in corso con bombardamenti del territorio georgiano, sia nei pressi di Tbilisi, sia presso l’importante oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan.
L’impressione è che la Russia possa cogliere l’occasione e spianare la strada a una doppia secessione (Sukhumi e Tskhinvali), determinando il fallimento totale dei piani di Saakashvili e la disintegrazione de facto della Repubblica georgiana. Al contempo, tuttavia, il bombardamento del territorio georgiano oltre i confini osseti pone la Russia di fronte a una prevedibile, dura condanna da parte occidentale, anche se per il momento non si hanno notizie di una qualche reazione militare da parte statunitense.
