“Why Russia Must Be Strong”, due anni dopo

27/3/2008

Nella analisi per Asia Times Online del 24.2.2006 sostenevo che il discorso di Sergei Ivanov, esemplificato nel suo articolo per il Wall Street Journal era determinato da questioni geostrategiche e politico-diplomatiche profonde e che

Moscow’s doctrine as illustrated by Ivanov tells us that confrontation between Russia and the United States in Eurasia is set to get sharper - unless a grand bargain is reached.

Due anni dopo, siamo in pieno svolgimento di tale trama. Russia e USA discutono in modo difficoltoso di collaborazione fra NATO e Mosca in Afghanistan (Oxford Analytica, 19 Marzo):

Russia would soon announce whether it would allow the creation of a land and air route through its territory to Afghanistan. Lavrov’s announcement came after statements by Western diplomats on Saturday that NATO and Russia were nearing a deal to use Russian land and airspace to supply security forces in Afghanistan.

Al contempo, Medvedev ammonisce sulle implicazioni di ulteriori allargamenti dell’organizzazione atlantica in territori ex sovietici.
Come già discusso altre volte il nodo dell’eventuale adesione ucraina alla NATO resta cruciale. Senza il controllo politico-militare dello spazio ucraino (e dell’intera fascia Bielorussia-Ucraina-Moldova-Georgia) la sicurezza russa diverrebbe molto più fragile, e porrebbe un serio ostacolo al tentativo di Mosca di tornare prepotentemente sulla scena globale quale grande potenza a tutti gli effetti.
La questione di fondo tuttavia rimane: è possibile o no un grande accordo di sicurezza fra asse euro-atlantico e Russia, che comprenda BMD, forze convenzionali, proliferazione nucleare, sicurezza energetica e questioni politiche e giuridiche connesse alla democratizzazione? E che ruolo gioca la campagna elettorale statunitense in tutto ciò?

Cina e Russia competono per le riserve energetiche centrasiatiche

23/3/2008

Intervista per RFERL.

When Russia and China held joint military exercises last summer, it appeared that a powerful new strategic alliance was about to come of age.

The two countries, after all, routinely cooperate on the UN Security Council to thwart the West on issues ranging from Kosovo’s independence to sanctions against Iran. They are the frontline states in the Shanghai Cooperation Organization, which both have touted as an emerging Asian military powerhouse. They also share a common stated desire to curb U.S. global influence and establish what both Moscow and Beijing call a “multipolar world.”

But despite the hype in Moscow and Beijing, analysts say the long-term prospects for an anti-Western Sino-Russian axis are less promising than official statements suggest. Beneath the platitudes about strategic global cooperation and partnership lies a growing local rivalry: a fierce competition between Moscow and Beijing for energy reserves in Central Asia, a region in both countries’ backyards that both view as a vital sphere of influence.

Rogozin e la NATO

11/3/2008

Dmitri Rogozin, ambasciatore russo presso la NATO, in un’interessante intervista per EU-RussiaCentre.org.

Great powers do not join alliances, they create alliances. And if we consider ourselves to be a country with the right to independence, to its own constitution and to its own view of the world order, why should we join someone else’s alliance?

NATO: emergono divisioni su Ucraina e Georgia

7/3/2008

Lo scorso gennaio, Kiev aveva chiesto formalmente l’adesione alla NATO. Dopo gli ultimi screzi con Mosca, sulla questione del gas, il Parlamento ucraino ha però deciso di optare per un referendum popolare sulla questione, mutando improvvisamente orientamento.
Riporta Reuters che anche in sede NATO emergono divisioni sulla questione ucraina, ma anche sulla Georgia:

Efforts by ex-Soviet Ukraine and Georgia to start early talks on NATO membership took a knock on Thursday as allies disagreed on whether to embark on moves that would risk antagonising Russia.

Si torna insomma sempre al problema principale, che stiamo analizzando da tempo: Ucraina e Georgia sono i due veri punti-chiave dei rapporti strategici fra Russia e asse USA-UE. In questa fase, appare con una certa evidenza come la NATO sia divisa fra chi considera l’allargamento alle due ex repubbliche sovietiche un vantaggio, e chi considera invece più importante avere migliori rapporti con Mosca. La situazione resta incerta, ma rispetto a pochi anni fa il mutamento appare significativo…

La nuova crisi russo-ucraina: soluzione solo parziale?

6/3/2008

Intervista per RFERL sulla nuova “crisi del gas” fra Mosca e Kiev.

… the last-minute deal, clinched after telephone negotiations between the two countries’ leaders, appears to be little more than a temporary bandage. Moscow and Kyiv have yet to iron out the deep-running differences underlying their gas disputes.

L’Ossezia del Sud spinge per il riconoscimento

E cita il “precedente del Kosovo”.
L’Europa, tuttavia, deve fare attenzione anche ad altre possibili implicazioni di quanto avvenuto in Serbia:

USA preoccupati dalla “espansione militare cinese”

5/3/2008

China Military Expansion Could Have Global Implications

China not only is a rising international economic power, but also is a rising military power with new and developing capabilities that have global implications, according to the 2008 China Military Power Report released today.
The annual report mandated by Congress analyzes China’s military development and strategy and says that the country spent as much as $139 billion, more than three times its announced defense budget, modernizing its military forces last year.

That amount dwarfs the military budgets of Russia, Japan and South Korea, and has been the driving force behind the country’s military transformation, fueled by the acquisition of advanced foreign weapons and far-reaching organizational and doctrinal reforms.

Combined with what Defense Department officials call a lack of transparency, the military development poses risks to stability by increasing the potential for misunderstanding and miscalculation, the report concludes.

La Marine Nationale

Articolo per Panorama Difesa di marzo sulla Marina francese.

Mentre da un lato le forze navali francesi, come tutte le forze armate europee, devono fare i conti con le ristrettezze dei bilanci per la difesa dovuti a motivi di politica economica e di orientamento culturale, dall’altro la Marine Nationale mostra nuove ambizioni dopo l’introduzione della portaerei Charles De Gaulle e quella di nuovi Batiments de Projection et de Commandement. Nell’epoca attuale, il controllo dei mari è ancora una volta una conditio sine qua non delle ambizioni di potenza francesi, in qualità di leader europeo e di senior partner degli USA.