Il realismo di Putin sull’economia russa

9/2/2008

Forse sarà una sorpresa per i media europei e americani, molto attratti da facili semplificazioni: Vladimir Putin ha espresso un giudizio severo sull’economia russa, sulle sue inefficienze, sulla sua allarmante dipendenza dall’export di gas e petrolio, sui costi della burocrazia e sulle implicazioni di tali debolezze per la sicurezza nazionale.
Il discorso odierno di Putin sembra indicare che nei prossimi anni il partito Russia Unita, che ha saldamente in mano il potere, cercherà di liberalizzare l’economia russa, semplificare la burocrazia e incoraggiare la piccola e media impresa. Un compito non facile, ma le parole di Putin sembrano indicare che il modello statalista e accentratore scelto negli ultimi otto anni sia stato concepito come fase transitoria, mirante alla ricostituzione della potenza russa, verso una maggiore apertura. Che i “siloviki” abbiano letto e fatto loro Friedrich List?

NATO: la Cina fattore di inquietudine?

Analisi di Andrei Chang per l’UPI:

The United States and Japan are behind a plan to strategically isolate China, which has been very successful so far. Both Tokyo and Washington believe that the scale, pace and strategic intent of China’s arms expansion in recent years are far beyond its needs for a future conflict in the Taiwan Strait. They see China posing an immense challenge, over a much broader area, against the United States, Japan, NATO and even India. China’s latest moves to construct an aircraft carrier and build new nuclear-powered submarines are specific examples of this challenge.

Why is NATO planning to locate ballistic missile defense bases in Poland and the Czech Republic? The United States managed to convince NATO that China’s intercontinental ballistic missiles may pose a threat to NATO members’ territory. These facilities would not only be directed at Russia, according to multiple military sources within NATO countries.

On several occasions, the United States has replaced China with North Korea as the potential target of missiles from East European bases. But why should Europe and NATO be on guard against non-existent intercontinental ballistic missiles from North Korea? In fact, the bases are related to the fact that NATO views China as a potential threat and an unstable factor that directly influences its security.

Secondo Chang, inoltre, la Cina cercherebbe di “sfruttare le divisioni interne” alla NATO per indebolirla. Insomma nonostante le recenti tensioni con la Russia, il problema del fondamentalismo islamico, le “minacce asimmetriche”, sul medio periodo si profilerebbe una minaccia molto classica: lo scontro fra potenze, stavolta contro la Cina.