Guerre stellari? Non ancora…

29/1/2007

Anche senza conferme o smentite ufficiali da parte di Pechino, è ormai praticamente assodato che la Cina sia diventata, l’11 gennaio del 2007, il terzo paese, dopo gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, ad essere riuscito a compiere una operazione Asat (Anti Satellite), polverizzando un vecchio satellite meteorologico in orbita bassa mediante la messa in orbita di un “kinetic kill vehicle” da parte di un missile balistico (probabilmente un DF – 21, dopo che operazioni similari da parte di un vettore DF – 31 sono più volte fallite).

Quali implicazioni per la politica di sicurezza statunitense e per la temuta “militarizzazione dello spazio”?

Giuseppe Anzera analizza il test cinese per il PINR. Mettendo in chiaro che il “gap” tecnologico tra USA e Cina è ancora troppo ampio per far temere le “Guerre stellari”. Per lo meno, a breve termine…

Competizione Sino-Indiana per l’influenza in Myanmar

24/1/2007

Interessante e lucida analisi di Sudha Ramachandran, per Asia Times Online, sulle “manovre birmane” di Cina e India:

India is still a long way from neutralizing Chinese influence there. If anything, China’s military and security relationship with Myanmar has only grown over the past decade.

China is helping Myanmar modernize its naval bases Sittwe, Coco, Hianggyi, Khaukphyu, Mergui, and Zadetkyi Kyun by building radar, refit and refuel facilities that could support Chinese submarine operations in the Bay of Bengal. Myanmar, Pakistan and Bangladesh have participated in joint naval exercises with China’s blessings.

Molto spesso, alcune analisi poco prudenti danno per scontato il formarsi di un solido asse sino-indiano in Asia meridionale; la realtà è che il rapporto Delhi-Pechino è contrassegnato da ambiguità e arrière-pensées e che la cooperazione, pur in crescita, è controbilanciata da una forte competizione geostrategica ed economica…

Mosca critica i progetti di difesa anti-missile USA in Europa

22/1/2007

Torna d’attualità la questione delle difese anti-missilistiche. L’agenzia Reuters riporta come il generale russo Vladimir Popovkin abbia duramente criticato la volontà americana di installare sistemi anti-missile in Polonia e in Repubblica Ceca:

Un generale russo di primo piano ha criticato oggi la decisione statunitense di installare sistemi anti-missile sia in Polonia che nella Repubblica Ceca, indicandola come una minaccia per Mosca . Lo scrivono alcune agenzie di stampa.

“La nostra analisi indica che l’installazione di stazione di localizzazione radio nella Repubblica Ceca e di attrezzature anti-missile in Polonia è una vera minaccia per noi”, ha detto il tenente generale Vladimir Popovkin, comandante delle forze spaziali russe.

Ieri, un portavoce del dipartimento di Stato Usa ha annunciato che Polonia e Repubblica Ceca hanno dato l’assenso a intavolare trattative articolate con Washington per l’installazione di difese anti-missile.

Gli Stati Uniti investono 10 miliardi di dollari all’anno nello sviluppo di un sistema di scudo anti-missile, che combina un sistema radar a lunga distanza e razzi destinati ad abbattere i missili ostili nello spazio.

“E’ molto dubbio che (il dispiegamento) di parte del sistema nazionale di difesa missilistica Usa nell’Europa dell’Est abbia come bersaglio i missili iraniani, come è stato affermato”, ha detto Popovkin.

La Russia si è più volte opposta al progetto, non accettando le rassicurazioni di Washington sul fatto che lo “scudo” non è contro Mosca.

L’anno scorso il ministro della Difesa russa Sergei Ivanov ha attaccato il sistema anti-missile indicando in esso un tentativo di modificare l’equilibrio strategico tra Russia e Occidente.

PESD: quali prospettive durante la presidenza UE di Berlino?

20/1/2007

Approfondimento scritto per ISN-Security Watch.

As Germany took the helm of the EU’s rotating presidency on 1 January, Berlin vowed to “further strengthen and expand” the European Security and Defence Policy (ESDP). German Interior Minister Wolfgang Schauble, a committed Europeanist, also told the press that one of Berlin’s chief objectives would be to “make Europe a safer place” by enhancing the EU’s capabilities in the struggle against “international terrorism” and “illegal immigration.”

However, since France and the Netherlands rejected the proposed EU Constitutional Treaty in 2005, little progress has been made in the ESDP. Moreover, Brussels’ often cumbersome institutional functioning, its urgent need for energy security and France’s political stalemate during the presidential campaign may force Berlin to prioritize other aspects of European politics.

Azerbaigian: stabilità percepita o reale?

18/1/2007

Varie agenzie di stampa riportano un successo dei servizi azeri nel prevenire un putsch anti-Aliyev:

For the second time in 18 months, the secret service in the oil-rich republic of Azerbaijan on the Caspian Sea has foiled an alleged coup plot, Interfax news agency reported Wednesday, citing a source within the secret service.

A total of 13 people were arrested for treason, illegal possession of weapons and forming a criminal association, Interfax said.

Further details were not immediately known.

Gli aumenti dei prezzi di elettricità, petrolio e gas avrebbero dunque riattizzato focolai d’instabilità che già nel 2005 avevano portato le forze di sicurezza a compiere azioni contro presunti golpisti.

La stabilità politica in Azerbaigian sta molto a cuore all’Unione Europea e agli Stati Uniti per motivi energetici e geostrategici. Ne consegue che la situazione nella nazione transcaucasica dovrà essere monitorata accuratamente.

L’allargamento continua: Romania e Bulgaria nella U.E.

15/1/2007

Analisi di Pierre Verluise, direttore del sito Diploweb.com, sulle possibili conseguenze politiche, economiche e di sicurezza dell’ennesimo allargamento europeo. Valutazione sobria e incisiva su un evento meno reclamizzato rispetto ai precedenti allargamenti europei, ma destinato ad avere influenza sul futuro dell’Unione.

Il revival del carbone

Come anticipato con successo in una Economic Brief per il P.I.N.R., l’industria del carbone è di nuovo in piena espansione — anche certamente a causa dell’instabilità del mercato del petrolio e del gas naturale.

Secondo quanto dichiarato in Cina dalla National Development and Reform Commission (NDRC), organismo responsabile della pianificazione economica, la Cina investirà nei prossimi 13 anni oltre 1000 miliardi di yuan (più o meno 128 miliardi di dollari statunitensi) nello sviluppo dell’industria della raffinazione del carbone.

L’approvvigionamento energetico è sempre più al cuore della strategia di potenza e di crescita di Pechino, con conseguenze economico-finanziarie, ovviamente, di grande rilievo…

Gli interessi russi in Turkmenistan e Bielorussia

5/1/2007

Articolo per il P.I.N.R.

[…] Moscow will probably emerge as victorious in both contexts. Expect the Russian-Western competition to remain high and to result in uncertain outcomes. This could possibly have destabilizing consequences in Georgia, Moldova, and Ukraine throughout 2007.