Commissione Europea e Governi: Verso lo Scontro?

9/4/2006

Sul Financial Times del 6 Aprile, il conservatore britannico Michael Gove si esprime in favore di un recupero di sovranità nazionale da parte dei parlamenti, a scapito della Commissione europea. Quest’ultima è dipinta come un organismo pachidermico, squisitamente burocratico, e “lontano dalle popolazioni”. Si noti che tali posizioni sono condivise da movimenti di stampo “sovranista” in ascesa in Francia e in Olanda — come i referenda sul Trattato costituzionale hanno già messo in luce un anno orsono.

In un momento in cui, nel Regno Unito, Tony Blair appare in difficoltà e i conservatori riprendono fiato, è interessante investigare le nuove tendenze di fondo nella politica dei Tories.

Il centro di studi indipendente Open-Europe è uno degli istituti da tenere d’occhio. Le analisi proposte si vogliono, ovviamente, come linee-guida proposte a David Cameron e alle nuove leve dei conservatori britannici. Uno dei perni dell’azione politica di Londra, scrive Rodney Leach, presidente di Open-Europe, sul “New Criterion”, dovrebbe essere quello di favorire la cooperazione politica ed economica tra i membri dell’UE senza però puntare su “maggiore integrazione”, ma al contrario accettando la diversità nei modelli socio-economici.

In sintesi: pragmatismo e “geometria variabile” al posto del volontarismo federalista sovranazionale. Se tale tendenza dovesse rafforzarsi, lo scontro sia con la Commissione, sia con i fautori del federalismo europeo diverrà più acuto nei prossimi anni.

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