Iran e Siria nel Mirino : le Preoccupazioni Turche

30/12/2005

Dal Journal of Turkish Weekly un’analisi sui maggiori rischi per la stabilità mediorientale nel 2006:

The Turkish politicians and military warn Israel and US that any plan to intervene in Iran would be very risky for the future of the volatile Middle East, and that diplomacy should be the preferred solution. However the Israelis and Americans seem decisive. While Iranian leader Ahmedinejad threatens Israel, Washington and Tel Aviv studies on the military operation plans against Iran.

Il Mega-Accordo EADS-Cina tra Entusiasmo e Critiche

20/12/2005

Mio articolo per “ISN-Security Watch” sui recenti accordi tra Pechino e il gigante aerospaziale europeo, EADS.

The European Aeronautic Defense and Space Company (EADS) recently signed two deals with China on the sale of 150 aircraft and the joint development of a new helicopter. While EADS, the French government, and financial markets lauded the deals, others have raised concerns regarding the possible transfer of civilian technology for military use.

La Potenza Incompiuta

19/12/2005

E’ disponibile il volume La Potenza Incompiuta, scritto con Giuseppe Anzera e Maria Romana Allegri per le edizioni Francoangeli.

A tre lustri dalla fine della Guerra Fredda è possibile iniziare a determinare le conseguenze planetarie di un evento così rilevante. La scomparsa dell’Urss e la fine del suo controllo sull’Europa orientale hanno portato all’estinzione della minaccia militare sovietica, che per decenni ha determinato le politiche di sicurezza globali ed europee, e alla cessazione del rischio di conflitto nucleare tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Molti conflitti regionali, sostenuti e causati dalle frizioni tra le superpotenze, si sono andati spegnendo più o meno lentamente, ma gli auspici sull’avvento di una pace duratura, tanto diffusi all’inizio degli anni ‘90, sono rapidamente spariti. Il vagheggiato ‘nuovo ordine mondiale’ sostenuto dalle principali potenze fautrici della sicurezza collettiva non si è realizzato, cedendo il posto a coalizioni di ‘volenterosi’ che di volta in volta hanno affrontato con impegno e vigore differenziati prima le crisi innescate dalle recrudescenze etniche e poi la nuova minaccia del terrorismo internazionale.
In questo scenario globale l’Unione europea, nonostante i grandi progressi compiuti sul piano istituzionale e formale, stenta ad affermarsi in concreto come potenza politica e strategica. D’altra parte, solo attraverso una sostanziale convergenza dell’atteggiamento degli Stati membri in politica estera, al momento ancora lontana, l’Unione europea potrà divenire un interlocutore credibile a livello internazionale e svolgere un’azione di supporto alle Nazioni Unite nella gestione delle crisi nel rispetto delle disposizioni della Carta di San Francisco; disposizioni che sono state invece del tutto disattese in occasione delle recenti crisi in Afghanistan e in Iraq.
Il Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa - se mai potrà entrare in vigore, considerando l’atteggiamento negativo da parte di alcuni Paesi in sede di ratifica - compie uno sforzo per conferire all’Unione una struttura normativa unitaria eliminando la struttura in pilastri. Tuttavia, emergono non trascurabili incongruenze fra le norme che regolano l’aspetto civile delle relazioni esterne - scambi commerciali internazionali, aiuti ai paesi in via di sviluppo, assistenza umanitaria - e quelle più specificamente connesse con la sicurezza e la difesa.
La questione di una politica europea comune in materia di sicurezza e difesa, dai negoziati sul Trattato di Maastricht fino al recente Trattato costituzionale europeo, risulta comprensibile - nei suoi aspetti politici, tecnici, strategico-militari - in un quadro storico e geopolitico complessivo, che tenga conto dei rapporti di forza tra gli Stati continentali e delle relazioni transatlantiche nell’epoca post-bipolare. Tale contesto fa da sfondo anche alla politica europea degli armamenti.
I problemi, e le soluzioni ai problemi, di sicurezza internazionale, non sono più incentrati solo su questioni militari; d’altro canto, nuovi attori transnazionali e non governativi, dalle multinazionali alle compagnie private di sicurezza stanno guadagnando spazi, prestigio ed influenza. Sebbene l’uso della forza e la gestione dei conflitti siano ancora prevalentemente connessi all’impiego di forze militari nazionali, la sicurezza internazionale ed europea non è più solo una questione di ordine militare e governativo. Solo un’analisi multidimensionale e di ampio respiro può essere d’ausilio per far luce sulle complesse tematiche relative alla sicurezza nel XXI secolo.

Negoziati in Transnistria

16/12/2005

Analisi sulla crisi in Transnistria scritta per il Power and Interest News Report.

La Cina Sta Erodendo la Supremazia USA?

8/12/2005

Donald Weadon liberamente sul ruolo di Pechino nel Golfo e altrove:

Energy and economic engagement with the developing world are not the only diplomatic tools at China’s command. China is now capable of unilateral action, with its UN veto a sheathed sword against US action. American influence as has been traditionally exerted will be a thing of the past unless China’s goals are understood, and they are effectively engaged.

Da cui deriva una domanda cruciale: l’unipolarismo USA post-Guerra fredda è davvero seriamente in discussione, o è solo un’illusione ottica?

Il Pakistan nella Lotta al Terrorismo

Un articolo di Syed Shahzad su Asia Times ripropone il difficile ruolo di Islamabad nella “War on Terror”.

Arrests and operations have invariably preceded all of Musharraf’s foreign trips, especially to the US. His present visit to the Middle East was also preceded by a major crackdown on militants in Pakistan.

The most interesting was the alleged killing of Hamza Rabia, said to be a senior al-Qaeda commander. Though the US doubted his killing and al-Qaeda denied it, the Pakistani interior minister termed Rabia’s death “100% fact”, while the minister of information said it was “200% correct”. Not to be outdone, while in the Middle East for an extraordinary summit of the Organization of Islamic Conference in Mecca, Musharraf said it was “500% certain” that Rabia was dead.

With such fluctuating odds, who’s betting on Pakistan producing the goods for the US?

L’UE “Concede” lo Status di “Economia di Mercato” all’Ucraina

1/12/2005

Un’analisi “a caldo” della BBC sull’evoluzione dei rapporti tra UE ed Ucraina. Quasi in contemporanea, Mosca fa sapere che non continuerà la propria cooperazione militare con Kiev nel caso l’Ucraina venga integrata nella NATO.

Nel frattempo, una disputa tra Mosca e Kiev sulle forniture di gas rischia di coinvolgere Italia e Germania:

Italia, Germania e altri Paesi dell’Europa occidentale potrebbero subire interruzioni nella fornitura di gas russo a causa di un aspro e protratto braccio di ferro tra Kiev e Mosca. Gazprom, la compagnia monopolista del gas russo, insiste perché dal prossimo gennaio l’Ucraina paghi 160 dollari per ogni mille metri cubi: tre volte in più rispetto ai prezzi attuali. L’Ucraina, però, non ne vuole sapere di un aumento così spettacolare e da settimane le trattative sono praticamente ferme.