Il Gasdotto della Discordia
28/9/2005Un approfondimento scritto per ISN-Security Watch cerca di spiegarne il perché.
Un approfondimento scritto per ISN-Security Watch cerca di spiegarne il perché.
Mia analisi per il P.I.N.R. sulla svolta a destra di Varsavia. Ancora una volta, in Polonia si registrano bruschi mutamenti nelle preferenze degli elettori, che hanno inflitto una dura sconfitta (da oltre 40% a solo 11%) al partito di governo (in questo caso l’Alleanza della sinistra democratica).
Sul sito di Asia Times Online, l’analista indiana Sudha Ramachandran dà conto delle diverse analisi partorite dai “think-tank” americani sul contesto iracheno. L’ultima di queste, a cura del CSIS (Center for Strategic and International Studies), smentisce clamorosamente alcune delle affermazioni “ufficiali” di Washington e Londra riguardo i gruppi armati attualmente presenti e attivi in Iraq.
Analisi scritta per la Jamestown Foundation sui possibili obiettivi terroristici in Italia.
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In questi giorni, peraltro, a Milano sono in corso esercitazioni contro possibili attacchi.
Una mia ‘Economic Brief’ per il P.I.N.R., in cui si illustra la posta in gioco dietro all’irruzione di grandi gruppi stranieri (ABN-Amro, Gazprom) in settori fino ad oggi protetti (di fatto) dal controllo altrui. Uno scenario economico che apre a nuove, delicate evoluzioni nell’immediato futuro.
Un approfondimento scritto per Security Watch, rivista dell’ISN di Zurigo.
With public opinion undecided - if not, sometimes, overtly hostile to Ankara’s accession - it is likely that both the new German government and its French and Dutch counterparts will start the negotiations preparing for a long haul, so that current governments will hardly be the ones to resolve the matter.
Il quotidiano belga Le Soir dà conto di un’iniziativa di eurodeputati mirante a incentivare la ricerca e lo sviluppo dell’energia ricavata dall’idrogeno.
La situazione attuale, con il petrolio oltre 70 dollari al barile, e gli effetti sempre più devastanti del riscaldamento globale, sembra facilitare le iniziative politiche in tal senso:
Avec un baril de pétrole à 70 dollars, nous avons maintenant besoin d’action. Il est plus que temps de changer notre fusil d’épaule pour assurer la sécurité et l’indépendance de l’Europe en matière énergétique et relancer notre économie, a plaidé le libéral italien Vittorio Prodi. Afin de financer la recherche et stimuler le développement de cette énergie, les initiateurs, parmi lesquels le Belge Philippe Busquin, proposent notamment d’émettre une obligation européenne où investisseurs et particuliers pourraient placer leur argent.
Outre le développement de l’hydrogène, la plate-forme entend encourager l’efficacité énergétique et développer toutes les formes d’énergies renouvelables (solaire, biomasse, etc.) qui devront servir à produire de l’hydrogène. Si elle suivie, cette stratégie de l’hydrogène devrait conduire l’Europe à s’émanciper du pétrole, réduire ses émissions de CO2 responsables du changement climatique, et stimuler la croissance économique du Vieux continent, selon ses géniteurs.
Uno dei problemi che si prospetta è a partire da cosa verrà prodotto l’idrogeno. Dal nucleare? Il verde lussemburghese Claude Turmes lo esclude, ma la questione è aperta.
Analisi scritta per il P.I.N.R. in prossimità delle elezioni tedesche.
Intanto, secondo gli ultimi sondaggi, la CDU e gli alleati liberali vinceranno con un margine insufficiente per governare — a meno di non puntare su un governo di minoranza — e quindi l’ipotesi Grande Coalizione riprende corpo…
Una ‘Economic Brief’ scritta con Erich Marquardt per il Power and Interest News Report. Il concetto di patriottismo economico sta rapidamente acquistando importanza nel panorama politico francese. Ma le misure annunciate da Parigi a fine agosto, per proteggere i settori strategici da possibili acquisizioni da parte di gruppi stranieri, fanno pensare a un ritorno del protezionismo. Con quali conseguenze?
Siddarth Srivastava su Asia Times Online
The stakes are high. From the US, India can get the transfer of nuclear technology for peaceful purposes and enhanced defense dealings. From Iran, Delhi can take a giant step in protecting its energy security. Choose one, India risks losing the other.
Segnalo anche:
La modernizzazione della flotta cinese, articolo di G. Anzera per il P.I.N.R.
Una mia analisi per l’ISN Security Watch sull’Europa della difesa, con particolare enfasi sul processo di acquisizione di armamenti da parte dell’Unione.
Come messo in luce nell’analisi sullo scontro Varsavia-Minsk, i corridoi energetici in Europa centro-orientale e orientale sono ormai al centro di una costante conflittualità geopolitica tra Russia e paesi dell’ex Patto di Varsavia, che guardano all’UE come garanzia di sganciamento dalla dipendenza da Mosca. Ma la questione è molto complicata. I recenti progetti russo-tedeschi per un gasdotto baltico rischiano di ridimensionare l’importanza della Polonia quale snodo energetico europeo.
Sebbene ancora non sia chiaro quale atteggiamento avrà il prossimo governo tedesco (che potrebbe perfino essere una “Grande Coalizione”), sembra probabile che il partenariato strategico russo-tedesco non sia semplicemente congiunturale.
Una mia Intelligence Brief per il P.I.N.R. sullo scontro in atto per l’influenza in Transnistria. L’Unione Europea sostiene le posizioni di Chisinau, Mosca insiste per l’indipendenza transnistriana dalla Moldova — e mantiene oltre 1 400 soldati nella regione.
Susan Saulny, sul New York Times di oggi, scrive:
From across the economic spectrum, whether with heavy hearts or with optimism, the hundreds of thousands of people who fled the wrath of Hurricane Katrina in New Orleans are already putting down roots in new cities. If even a fraction of them decide not to return, the migration threatens a population crash that could be nearly as devastating to the New Orleans area as the storm itself.
In poche parole, l’intera area di N.O. rischia di veder calare bruscamente la propria demografia, per tempi lunghi; le conseguenze economiche e sociali sarebbero “devastanti”.
Interessante notare, tuttavia, che tale fatto andrebbe nel senso della tendenza in atto dal 1960:
Since its population peaked at almost 630,000 in 1960, New Orleans has been steadily losing its people. According to the last census, 445,000 people lived there. But a trickle of people over the decades is quite a different matter from what the city now faces, a sudden population bust that could subtract up to 250,000 people.
In relazione alle recenti proposte in materia energetica e industriale da parte del nuovo governo francese, segnalo un interessante articolo di Christian Harbulot sulla guerra economica e su come alcuni non sembrano proprio capirne le dinamiche…
[da Infoguerre.com]