Referendum francese: spunti veloci
1/6/2005Sul Corriere della Sera del 31 maggio, Angelo Panebianco nota:
C’è un salto logico tra constatare che gli Stati nazionali europei non possono fronteggiare le sfide del mondo se non cooperando strettamente fra loro (mercato unico, euro) perché la sovranità si è indebolita, e concludere che gli Stati sono finiti
Tale improvvido salto logico, purtroppo, è alla base di tante, troppe interpretazioni errate ma molto popolari degli ultimi anni. La questione della sovranità politica ed economica resta centrale e problematica. “Crisi” della sovranità non significa “fine” della stessa, ma sua trasformazione, a fini di migliore adattamento alla mutata realtà geopolitica mondiale. Se si parte dall’assunto per cui la sovranità è destinata ineluttabilmente a finire, si commette un errore che condiziona pesantemente sia la teoria, sia la prassi politica.
E resta poi da domandarsi –oltre l’osservazione di Panebianco– quale sia il rapporto tra unipolarismo americano e crisi della sovranità degli Stati europei.
