ITER

29/6/2005

La Francia ospiterà il progetto ITER per la fusione nucleare “pulita”. Un articolo del New York Times su questa posta in gioco di enorme importanza.

Washington-Pechino: prospettive

28/6/2005

Michael Weinstein, analista statunitense dell’Istituto PINR, spiega il dilemma USA di fronte all’ascesa cinese, e prevede nuove difficoltà per Washington sul piano della competizione geoeconomica.

Giappone, Cina ed equilibrio di potenza in Asia

25/6/2005

William Lind sul concetto strategico giapponese, con qualche significativo commento sulla strategia statunitense in Asia Pacifico…

Il riallineamento mondiale prossimo venturo

20/6/2005

In un’analisi per il Power and Interest News Report, Michael Weinstein e Yevgeny Bendersky segnalano il consolidarsi di un riallineamento diplomatico/strategico mondiale nel senso di un passaggio verso la multipolarità sistemica:

n the summer of 2004, the drift towards multipolarity was evident, but the balance of power in which it would eventuate was still uncertain. A year later, the configuration of multipolar world power is coming into focus and shows signs of settling into a stable alignment in the short term that promises a period in which no great power has an interest in taking major military initiatives — an era of relative peace in which some powers attempt to regroup and retrench to make up for their loss of momentum, and others try to accelerate their ascent by continuing their economic growth and enhancing their military capabilities.

Da questa constatazione, derivano una doppia previsione: sul breve termine, si noterà un intenso lavoro di collaborazione tra potenze, teso ad accumulare capacità — e quindi si avrà un periodo di relativa calma. Sul medio/lungo periodo, tuttavia, tale mutamento sistemico potrebbe produrre delle serie crisi internazionali:

The short term likelihood of global stability does not prefigure a similar result in the medium and long terms; it is a consequence of a specific conjuncture in which all the major regional power centers are constrained to turn inwards in order to cope with domestic political strains and to fit themselves for achieving their more ambitious strategic aims in the future. The present moment of stasis is just as likely to be a prelude to a period of intensified conflict as it is to presage long term peace.

Il vertice europeo post-referendum, e i paradossi dell’UE

17/6/2005

Sul Figaro del 17 giugno, il deputato francese UMP Bernard Carayon mette in luce alcuni aspetti dell’integrazione europea di vitale importanza — pratica e analitica — generalmente sottovalutati.

Prima considerazione:

Ne nous méprenons pas : avec ou sans adoption du traité constitutionnel, nous ne pouvons avancer à vingt-cinq dans certains domaines clés pour la compétitivité des économies nationales et donc européennes.
Le ministre des Affaires étrangères letton, Artis Pabriks, l’a réaffirmé récemment dans un entretien au journal Le Monde : son pays s’opposera à toute politique fiscale commune ! Il n’y a donc aucune chance que nous arrivions à un objectif européen de «mieux vivre» par une harmonisation de nos standards fiscaux ou sociaux.

Quindi: soprattutto dopo l’allargamento, come previsto già da tempo dagli analisti più attenti, si formano naturalmente delle “asimmetrie” interne all’Unione, cosa che rende utopistico (nel senso cattivo del termine) un vero governo comune europeo.
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Geopolitica e Open Source Intelligence

16/6/2005

Merita attenzione un’analisi apparsa sul sito Open Flows riguardo le caratteristiche e le prospettive dell’intelligence “a sorgente libero”, e sul suo rapporto — soprattutto culturale — con il movimento Open Source in ambito software.

L’Italia al bivio

13/6/2005

Declino demografico prolungato, declino industriale, sfiducia. E poche, se non nessuna, novità politica rilevanti. L’Italia è in crisi, e la recente proposta del Min. Maroni per un ritorno alla lira (agganciandola al dollaro), appare in realtà come la spia di uno scontro fra settori sociali influenti. Sull’euro, ma non solo.

L’Italia al bivio, articolo per il Power and Interest News Report

La Francia in cerca di strategia

11/6/2005


Le non au référendum est un moyen comme un autre de souligner à quel point le peuple français ne supporte plus l’absence de stratégie concernant son avenir. Depuis Giscard d’Estaing, l’habitude a été prise par les différents chefs de gouvernement de tout miser sur l’Europe. Ce vide stratégique est apparu avec force lorsque l’Europe est entrée dans la spirale d’un élargissement géographique sans rationalité avec le temps et sans contrepoids au jeu d’influence des puissances environnantes à l’Ouest comme à l’Est.

La France a besoin d’une stratégie de puissance à l’image de celle conçue par le général de Gaulle après 1958. Aux antipodes d’un pouvoir impérial, la démarche du créateur de la Vème République se voulait généreuse mais aussi lucide. Le général de Gaulle avait compris que la guerre économique n’était pas un fantasme d’intellectuel aigri mais une réalité incontournable de la mondialisation des échanges.

Queste parole aspre e realiste sono di Christian Harbulot, studioso di geopolitica e di strategia economica. Dopo il “no” al trattato costituzionale, in Francia sembrano in ascesa due distinte correnti alternative al duopolio RPR-PS: quella di Nicolas Sarkozy, neo-liberale, conservatrice e filo-atlantica, e quella del microcosmo “sovranista”, erede di un certo gollismo poco incline ai compromessi. Nel contesto confuso del dopo-referendum, nel paese transalpino potrebbe essere arrivato il momento di profondi cambiamenti…