Digital Object Identifier

2/2/2005

“Affari e Finanza”, allegato a La Repubblica di lunedì 1 febbraio, rileva in un breve articolo come la potenza di XML possa rivoluzionare il rapporto tra uomo e documento. Con il DOI, si potranno ritrovare (anche online), sezioni o capitoli di libri:

“con un normale browser si riuscirà a raggiungere il contenuto cercato anche se questo fosse stato spostato di sezione all’interno di un sito. Infatti, a differenza dei tradizionali URL che sono associati a luoghi fisici della rete, i DOI (costruiti in XML e dunque facilmente sfruttabili su piuù piattaforme), sono legati ai contenuti veri e propri, e riportano nel codice le informazioni relative all’autore e ai diritti di copyright”

Il che semplificherà e razionalizzerà di molto l’uso del documento elettronico come fonte per tesi, saggi, ecc.

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